Sciarpa Seta Lana – Cherry Tree

 75,00 IVA Inclusa

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Cherry Tree

Sciarpa Crepe de Chine in 100% Seta.

Jacquard Devorée stampato.

L’Energia dei Chakra

 

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Descrizione

Sciarpa Seta Lana Merino – Cherry Tree

La Sciarpa Seta Lana Merino – Cherry Tree,  porta vitalità e colore. Una decisa tonalità di Rosso Ciliegia accentua e colora l’incarnato del viso ed esprime una forte personalità di Donna determinata e volitiva.

Il rosso Ciliegia è incorniciato da un delicato e soffice bordo in Lana Merino che incornicia la sciarpa Cherry Tree.

Il Rosso è il colore che energeticamente rappresenta la forza, salute e vitalità. Associato all’elemento fuoco, è sangue, è passione, stimola la circolazione e influisce sulla vitalità del corpo e della mente.

La Sciarpa Cherry Tree ha simbolicamente un potere rigenerante.

Cherry Tree sarà compagna d’allegria con quel tocco di frivola leggerezza, di allegria, dell’amicizia e delle vibrazioni positive che circondano la Tua vita.

Circondati di buona energia.  Con Cherry Tree, Ti circonderai di colori buoni, di vibrazioni  e frequenze che risuoneranno con il Tuo calore e di energie positive.

L’Energia dei Chakra

 

 

Cherry Tree; L‘Albero delle Ciliegie nella storia.

La storia della classificazione e della sua nomenclatura è piuttosto confusa.

Plinio il Vecchio distingue tra Prunus, l’albero delle susine, e Cerasus, l’albero delle ciliegie. Plinio aveva già descritto un certo numero di coltivazioni ed alcune specie citate, Aproniana, Lutatia, Caeciliana, eccetera. Plinio le distingue per il sapore da dolce a aspro.

Egli afferma che prima che il console romano Lucio Licinio Lucullo sconfiggesse Mitridate nel 74 a.C. “…Non vi erano ciliegie in Italia…“. Riteneva, inoltre, fosse stato Lucullo stesso ad introdurre la pianta dal Ponto, diffusa poi nei 120 anni successivi attraverso l’Europa fino alla Britannia.

I semi di un certo numero di specie di ciliegie sono stati tuttavia trovati in ritrovamenti archeologici dell’età del bronzo ed in siti archeologici romani in tutta Europa. Il riferimento a “dolce” e “aspro” sostiene la moderna teoria che “dolce” fosse riferito al Prunus avium; non vi sono altri candidati trovati tra le ciliegie.

Nel 1882 Alphonse de Candolle affermò che semi di Prunus avium furono ritrovati nella cultura terramare del nord Italia (1500-1100 a.C.) e in alcuni villaggi archeologici svizzeri di palafitte. De Candolle riguardo Plinio afferma:

«Poiché questo errore è perpetuato dalla sua ripetizione incessante nella scuola classica, si deve affermare che gli alberi di ciliegio (almeno quelli di Prunus avium) esistevano in Italia prima di Lucullo, e che il famoso gourmet non ebbe bisogno di andare così lontano per cercare le specie dai frutti con il sapore aspro.»

De Candolle suggerisce che quello che Lucullo portò era un particolare tipo di Prunus avium del Caucaso.

L’origine del P. avium è ancora una questione aperta. Le moderne ciliegie coltivate differiscono da quelle selvatiche per la maggiore dimensione del frutto, 2–3 cm di diametro. Gli alberi sono spesso coltivati in terreni duri per mantenerli più piccoli e per facilitare il raccolto.

Nella prima edizione del suo Species Plantarum (1753), Linneo trattò il ciliegio come una varietà singola, citando il testo di Gaspard Bauhin del 1596 Pinax theatri botanici come riferimento; la sua descrizione, Cerasus racemosa hortensis (“Il Ciliegio dei giardini con racemi”) lo mostra descritto come una pianta coltivata. Linneo poi cambiò da una varietà ad una specie Prunus avium nella seconda edizione del suo Flora Suecica del 1755.

Tratto da Wikipedia

… chiudi gli occhi lasciati accarezzare da petali di ciliegio, che il vento accompagna su di Te …

 

 

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